Il presente contributo analizza la Torre del Fiscale nel quadro del paesaggio storico degli acquedotti romani nel quadrante sud-orientale di Roma, con particolare attenzione alle dinamiche di stratificazione, riuso e trasformazione funzionale che hanno caratterizzato il sito dalla tarda antichità al Medioevo. La torre, edificata tra il XII e il XIII secolo in corrispondenza del nodo tra l'Acquedotto Claudio e l'Acquedotto Marcio, rappresenta un caso esemplare di architettura ibrida, nella quale infrastrutture romane defunzionalizzate vengono reinterpretate come supporto strutturale e materiale per un nuovo edificio. Attraverso l'analisi delle fonti storiche, della documentazione iconografica — dalle fotografie ottocentesche di John Henry Parker ai rilievi di Thomas Ashby — e degli studi più recenti sul consolidamento del monumento, il lavoro ricostruisce le principali fasi costruttive della torre e ne discute le ipotesi interpretative relative alla funzione. La Torre del Fiscale rappresenta un documento archeologico di eccezionale densità storica che non ha esaurito la propria funzione: reinserita oggi in un parco pubblico frequentato e tutelato, essa continua a strutturare il paesaggio urbano contemporaneo come aveva strutturato quello medievale e antico.