Nome del sito*
Colombario Costantiniano
Altri toponimi
Antichi
Contemporanei
Colombario Costantiniano
Descrizione
Il cosiddetto Colombario Costantiniano è un sepolcro a tempietto del II-III secolo d.C., originariamente parte del Pago Triopio di Erode Attico nella Valle della Caffarella. L'edificio, rettangolare a due piani con mattoni policromi, prospetta scenograficamente verso il fiume Almone, elemento geografico costante e cruciale per la sua storia. Nel Medioevo il sepolcro subì una radicale trasformazione funzionale, venendo riadattato a mulino idraulico (a ritrecine) tramite l'inserimento di un canale e di un setto murario. Questo intervento si inserisce nel più ampio fenomeno di sfruttamento produttivo delle acque della valle, che vide anche la nascita di diverse valche per la lana. Cessata la funzione di mulino, nel XVII secolo l'edificio fu riconvertito in abitazione, come attestato dalle tracce di capriate e dalle tamponature visibili nella cella. Una celebre incisione del 1656 ne documenta l'uso residenziale e lo stato di rudere, confermato anche dalla pianta cinquecentesca di Sallustio Peruzzi. Successivamente, l'edificio venne abbandonato a causa di un incendio; nell'Ottocento il Catasto Gregoriano e Westphal lo descrivono infatti come "casa diruta" o rudere. La cartografia storica successiva mostra il monumento in modo discontinuo, mentre il sottosuolo è rimasto a lungo minato da una ricca e problematica falda acquifera. Gli scavi e i restauri del Novecento hanno consolidato la struttura e riempito di ghiaia il pavimento, portando la quota di calpestio a un livello intermedio. Oggi il sepolcro giace in un'area recintata e inaccessibile, ma resta un monumento chiave per comprendere la complessa evoluzione storica e idraulica della Caffarella.
Location Details
Regione
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Roma
Località
Coordinates
Lat
41.856719
Lon
12.529440
Quota
Location Map
Modalità di posizionamento
da bibliografia/cartografia storica/fonti d'archivio/fonti orali
Base cartografica
Google Earth
Qualità del posizionamento
Spatial precision smaller than 100 m, such as sites recoded on the K717 series with MGRS 6-figures coordinates. The centroid of the defined polygon will be recorded in the database. Precisione spaziale inferiore ai 100m.
Landscape Characteristics
Physiography
Fisiografia
valle
Topographic References
Riferimenti topografici
Il Colombario Costantiniano è situato nell'area meridionale della Valle della Caffarella, in prossimità dell'accesso al parco da Via dell'Almone. Si trova sulla sinistra procedendo lungo il sentiero principale in direzione della valle, subito dopo aver oltrepassato l'ansa del fiume Almone. Proseguendo oltre il Colombario per circa 200 metri lungo la scarpata collinare, si incontra la struttura medievale di Torre Valca (ex valca Spada) e, continuando a risalire la valle verso sud, si raggiungono in successione il Ninfeo di Egeria e la Chiesa di Sant'Urbano alla Caffarella.
Site Interpretation
Classification
Classe Funzionale*
area funeraria
Tipologia
sepoltura collettiva
Sottotipologia
deposizioni-gruppo familiare
Chronology
Cronologia*
Età Romano imperiale - -27 - 476
Grado di certezza della cronologia proposta
Probabile
Rapporto sito-ambiente
Site-Environment Relationship
Il Colombario Costantiniano sorge in una posizione altamente strategica nella Valle della Caffarella, determinata dalla convergenza tra morfologia naturale, risorse idriche e infrastrutture storiche romane. Il monumento fu edificato su una scarpata collinare protetta nell'area meridionale della valle, immediatamente a ridosso di un'ampia ansa del fiume Almone, che in questo specifico punto fungeva da confine orientale del monumentale Pago Triopio. Questa vasta proprietà, appartenuta a Erode Attico e trasformata in santuario in memoria della moglie Annia Regilla a partire dal 160/161 d.C., era concepita come un paesaggio culturale integrato, dove l'architettura dialogava scenograficamente con la natura. Il sepolcro fu orientato in modo da prospettare la propria facciata a tempietto verso il corso del fiume, offrendo un forte impatto visivo a chi risaliva la valle o transitava lungo la vicina via militare. La vicinanza all'antico Almone e la presenza di una ricchissima falda acquifera sotterranea, alimentata dalle numerose sorgenti della Caffarella (tra cui la vicina Fonte di Egeria), costituirono la risorsa naturale e il vincolo principale del sito. Se in epoca romana l'acqua assumeva un valore prevalentemente sacro, paesaggistico e agricolo legato alla villa d'otium, nel Medioevo le medesime risorse idriche imposero una radicale rifunzionalizzazione antropica dell'edificio. Tra l'XI e il XIV secolo, sfruttando l'altimetria favorevole e il costante flusso idrico dell'Almone, l'antico sepolcro fu trasformato in un mulino idraulico a ritrecine (o di tipo "greco"). La camera inferiore fu modificata con un setto murario diagonale per incanalare l'acqua, introdotta artificialmente deviando il corso del fiume attraverso condotte in muratura e sistemi di chiuse regolate da lastre di travertino. Questo fenomeno di sfruttamento produttivo rispondeva alla vocazione manifatturiera della valle, caratterizzata dalla presenza di canali artificiali, mole e valche per la follatura della lana, come la vicina Torre Valca. Nei secoli successivi, la medesima risorsa che ne aveva garantito la fortuna divenne la causa del suo progressivo declino. Cessata la funzione produttiva, l'edificio mutò destinazione d'uso in residenza rurale prima di essere devastato da un incendio e definitivamente abbandonato, come documentato dal Catasto Gregoriano che lo definisce "casa diruta". La persistenza della forte falda idrica nel sottosuolo ha continuato a minare la stabilità statica del monumento, portando le pareti a fessurarsi e isolando il tempietto al centro di una pozza d'acqua perenne. Oggi la quota di calpestio, modificata artificialmente con ghiaia durante i restauri del Novecento per contrastare l'allagamento, testimonia l'ininterrotta e complessa interazione tra le dinamiche ambientali e la memoria storica del parco.
Research History
Modalità di rinvenimento (prima scoperta)
resti materiali visibili nell'area
Project Information
Nome del progetto
Tipo di indagine
Periodo

Linked Researches
Bibliografia (7)
TITOLO
Le valche della valle della Caffarella
AUTORE
Sandro Ranellucci
ANNO
1980
DOI
TIPO
Articolo
TITOLO
La villa e il Triopio di Erode Attico
AUTORE
Giuseppe Lugli
ANNO
1924
DOI
TIPO
Articolo
TITOLO
Il sistema archeologico della Valle
AUTORE
Bartolomeo Mazzotta
ANNO
2012
DOI
TIPO
Saggio
TITOLO
Sant’Urbano alla Caffarella: è l’Heroon di Annia Regilla
AUTORE
Paolo Montanari
ANNO
2020
DOI
10.48255/BCAR.CXXI.2020.009
TIPO
Articolo
TITOLO
Un tempietto sul fiume Almone trasformato in mulino nel Medioevo
AUTORE
Lorenzo Quilici
ANNO
1993
DOI
TIPO
Libro
TITOLO
La valle della Caffarella nei secoli. Storia di un paesaggio archeologico della Campagna Romana
AUTORE
Rachele Dubbini
ANNO
2018
DOI
TIPO
Libro
TITOLO
Il paesaggio suburbano di Roma dall’antichità al Medioevo: il comprensorio tra le vie Latina e Ardeatina dalle Mura Aureliane al III miglio
AUTORE
Lucrezia Spera
ANNO
1999
DOI
TIPO
Libro
Notes
No notes recorded.
Archaeological Evidences (0)

No evidence linked to this site yet.