Descrizione
La struttura di Porta San Sebastiano, inserita nel circolo delle mura aureliane, appare oggi come una delle aree archeologiche maggiormente godibili in quanto è sicuramente quella che presenta una miglior conservazione rispetto a tutto l'intero circolo murario aureliano di cui è parte.
La porta, insieme al complesso delle mura, venne realizzata nel 275 d.C. per volere dell'imperatore Aureliano. In precedenza, la struttura portava il nome di Porta Appia, in quanto attraversata proprio dalla via Appia; successivamente in età medievale tale nome venne ancora cambiato in porta Accia, visto che il fiume chiamato "acqua Accia", scorreva proprio nella zona attigua al punto in cui si ergeva la porta. Infine, a partire dal XV secolo, le venne attribuito l'attuale nome di Porta San Sebastiano, poiché nelle immediate vicinanze è situato il complesso monumentale della Basilica di San Sebastiano.
Durante la sua prima fase storica il complesso della porta prevedeva due archi in basso nell’area dove passava la via Appia, e al di sopra di essi era presente un attico, rivestito in marmo travertino con finestre ad arco per l'avvistamento dei nemici, mentre ai due lati vennero realizzate due torri di forma semi circolare.
Le torri semi circolari di porta San Sebastiano vennero poi collegate attraverso un muro all'arco di Druso (Augusto I secolo a.C.) che dista pochi metri dalla porta, formando così un cortile interno. Dei due muri che formavano il cortile oggi restano solo due piccole parti attaccate alle mura. L'intero alzato della struttura di porta San Sebastiano è realizzato in opus laterizio.
Porta San Sebastiano subirà una serie di notevoli rinnovamenti strutturali, che riguarderanno l'intero complesso delle mura Aureliane, durante il regno dell'imperatore Onorio, con il fine rinforzarne le capacità difensive della struttura.
Onorio sostituisce i due fornici di entrata della porta con uno solo, mentre l'attico sovrastante l'entrata viene rialzato con una doppia fila di sei finestre e un piano superiore con un camminamento scoperto e merli.
Le due torri semicircolari vennero inglobate all'interno di due basamenti quadrangolari in marmo, e al di sopra di essi vennero create altre due nuove torri semi circolari in laterizio con finestre ad arco.
La torre situata ad ovest presenta un numero maggiore di finestre in confronto a quella a est.
All' interno delle torri sono ancora presenti due camere ove possiamo trovare due mensole in marmo travertino, usate al tempo come sostegno per un argano volto ad alzare una saracinesca, la quale attraverso una scanalatura scendeva in basso verso l'entrata della porta in modo da chiuderla con l’ausilio anche di due battenti in legno.
Nell'area interna venne realizzata una controporta composta da due muri semicircolari, i quali componevano una struttura a due archi allineati alla porta e di cui oggi resta solo il muro ovest in cui è presente oggi l'ingresso del museo, mentre dell'area est del muro rimangono pochi resti.
La controporta venne creata non solo per scopi militari ma anche come ufficio delle guardie del dazio per il controllo delle merci e il passaggio delle persone.
Sia la muratura intorno all'arco che il primo piano dei bastioni sono tutt’ora rivestite con dei blocchi in marmo.
Durante il VI e il XI secolo d.C. a causa di un terremoto il fronte del bastione quadrangolare della torre ovest di porta San Sebastiano crollò, e successivamente fu oggetto di una serie di restauri in cui il bastione venne ricostruito con una muratura in blocchi di tufo e due fasce di marmo travertino.
Una ulteriore modifica alla sua struttura avvenne durante il XIV secolo in pieno basso Medioevo, quando le due torri della porta e l'attico vennero rialzati, per rafforzare le capacità difensive della città di Roma, durante i violenti scontri tra guelfi e ghibellini che in questo periodo si stavano svolgendo in ogni parte dell'Italia. Sul suo stipite destro troviamo incisa una icona dell'Arcangelo Michele mentre uccide un drago, e a fianco una iscrizione che ricorda e celebra la vittoria che avvenne presso la stessa porta delle truppe, ghibelline guidate dal condottiero Giacomo de' Ponziani contro le truppe guelfe nel giorno di San Michele il 29 settembre 1327. Troviamo inoltre incisi i nomi di alcuni pellegrini come quello di Giuseppe Albani e alcuni monogrammi di cristo come JHS realizzati probabilmente da alcuni pellegrini.
Nel 1749 vennero realizzati dei restauri alle facciate dei torrioni di destra, e ai merli delle mura per volere di papa Benedetto XIV.
Negli che vanno dal 1940-1943 all'interno di porta San Sebastiano vennero svolti una serie di restauri strutturali in particolare ai solai crollati, all’attico sopra il fornice di ingresso, e alle torri ricavando e ricostruendo all’ interno di esse due piani per rendere la struttura abitabile ad uso residenza personale del gerarca fascista Ettore Muti.
Si possono notare attraverso una serie di fotografie di archivio la ricostruzione della volta a botte nel soffitto del primo piano della porta, mentre all'interno delle torri vennero tamponate alcune finestre per consentire la ricostruzione di alcuni solai.
Oggi le torri di porta San Sebastiano sono sede del museo delle mura Aureliane