"casa con corte all'uso della vigna" - Casale di Vigna Cardinali
Contemporanei
casa del parco
Descrizione
Il casale di Vigna Cardinali è un esempio di architettura rurale tradizionale della campagna romana. L'edificio risulta censito nel Catasto Gregoriano (1816-1835) con la descrizione di "casa con corte ad uso della vigna". Verso il 1870 era di proprietà del Principe Alessandro Torlonia, figlio del duca don Giovanni Torlonia, il quale nel 1816 aveva acquistato la tenuta della Caffarella dalla famiglia Pallavicini. A partire dai primi del Novecento l'immobile è conosciuto come Casale di Vigna Cardinali, nome con cui figura anche nella Carta dell'Istituto Geografico Militare del 1925. Nel decennio successivo, in applicazione della normativa per il risanamento dell'Agro romano (che prescriveva specifici requisiti igienici per gli edifici rurali), i Torlonia vi eseguirono un intervento di restauro. Nel 1939 la proprietà fu trasferita a don Carlo Torlonia, figlio di Anna Maria Torlonia e Giulio Borghese, e nel 1950 passò al nipote, il Marchese Alessandro Gerini e alla marchesa Liliana Poli vedova Gerini. Il Casale e una parte del terreno adiacente furono espropriati nel 1997 ed entrarono a far parte del patrimonio del Comune di Roma. Nel 2015, al termine di un intervento di consolidamento e restauro, la struttura è stata destinata a prima Casa del Parco.
Location Details
Regione
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Roma
Località
—
Coordinates
Lat
41.867279
Lon
12.524059
Quota
37 m
Location Map
Landscape Characteristics
Site Interpretation
Classification
Classe Funzionale*
insediamento
Tipologia
insediamento rurale
Sottotipologia
casale
Chronology
Cronologia*
Tarda età moderna - 1789 - 1870
Grado di certezza della cronologia proposta
Probabile
Rapporto sito-ambiente
Site-Environment Relationship
Il Casale Vigna Cardinali (oggi casa del Parco) prende il nome dalla vigna che qui si trovava agli inizia del '900, quando il proprietario della riserva era Don Giovanni Torlonia. Oltre alla vigna era presente una grande varietà di alberi da frutta. Lo stesso terreno è stato negli anni utilizzato come orto. Grazie anche alla presenza del fiume Almone che percorre il parco, la valle della Caffarella è stata, fin dall'epoca repubblicana, un'area che ha visto molto utilizzi. Le testimonianze dall'età romana all'epoca medievale, anche se distanti nel tempo, raccontano di un uso residenziale-produttivo dell’ambiente da parte dell’alta società romana in cerca di luoghi ameni in cui rifugiarsi e dove accrescere le proprie ricchezze attraverso l’attività agricola, uso che permane sostanzialmente produttivo nei secoli del medioevo con le attività di macinatura del grano e di lavorazione della lana. L’assetto dell’area muta radicalmente con l’arrivo dei Caffarelli nel 1529, un’importante famiglia che ha innescato quel processo di definizione spaziale e funzionale dell’area, lasciando peraltro memoria di sé nell’attuale nome della Valle. La continuità con l’antico è segnata dall’uso sostanzialmente produttivo della zona, non essendovi alcun interesse manifesto nella ricerca di antichità, pur frequente all’epoca. Di fatto l’interesse per i ruderi esistenti nella tenuta proviene dall’esterno, dai tanti architetti umanisti allora in circolazione, che non mancarono di suggerire ipotesi interpretative fornendo parallelamente ricchi apparati grafici dei principali ruderi emergenti, per noi preziosi strumenti di conoscenza. Il terzo periodo storico è segnato dall’acquisto della tenuta da parte dei Rospigliosi-Pallavicini, proprietari dal 1695 e anch’essi non interessati alla ricerca di antichità nel sottosuolo. Nel momento di passaggio dalla Controriforma ai Lumi della Scienza, la storia della tenuta si riempie di visite da parte di ospiti illustri, fra i quali poeti e artisti, che ritraggono il paesaggio della Caffarella eletto a simbolo del contrastante equilibrio tra uomo e natura, sempre di grande ispirazione. Comincia così una storia illustrata della valle, raccontata attraverso le immagini redatte dai Grand Tourists di tutta Europa in cerca di esperienze forti a diretto contatto con le rovine. Una svolta in termini imprenditoriali giunge nel quarto e ultimo periodo della narrazione storica, quando cioè i ricchi banchieri Torlonia a partire dal 1816 entrano in possesso della Tenuta della Caffarella. Ora la tenuta e i suoi edifici vengono posti al centro di un forte interesse verso la tutela e conservazione con un programma di ristrutturazioni atte a migliorare il valore economico della proprietà, ma anche la godibilità dei suoi resti archeologici.
Research History
Modalità di rinvenimento (prima scoperta)
cartografia storica
Project Information
Nome del progetto
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Tipo di indagine
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Periodo
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Linked Researches
Bibliografia (4)
TITOLO
"Un esempio di valorizzazione: il parco della Caffarella" pp.166-173, in "Bollettino dell'Unione Storia ed Arte", n. 12/2017
AUTORE
Claudio La Rocca
ANNO
2017
DOI
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TIPO
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TITOLO
"Recensione: Rachele Dubbini (2018), La valle della Caffarella nei secoli. Storia di un paesaggio archeologico della Campagna Romana, ", pp. 369-372, in "Il Capitale culturale Studies on the Value of Cultural Heritage", n. 18, 2018
AUTORE
Valeria Di Cola
ANNO
2018
DOI
10.13138/2039-2362/1982
TIPO
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TITOLO
"Laboratorio archeologico via Appia Antica 39. Un paesaggio di confine tra la città e il suburbio di Roma - Eredità culturali, comunità locali e paesaggio", in Bollettino di archeologia on-line XIV, 2023/1
AUTORE
Matteo Lombardi
ANNO
2023
DOI
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TIPO
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TITOLO
"Il sistema archeologico della valle", in "La valle della Caffarella. The Caffarella Valley"
AUTORE
Bartolomeo Mazzotta
ANNO
2012
DOI
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TIPO
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Altra documentazione (2)
NOME
recupero parco urbano con valenza archeologica-parco della Caffarella
AUTORE
dipartimento tutela ambientale. direzione gestione territoriale ambientale e del verde
la mappa mostra l'area del parco della Caffarella e vengono indicati i monumenti, i sentieri, le strade principali e le entrate al parco.
Al numero 11 corrisponde la casa del parco (casale Vigna Cardinali)
Format
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Projection
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Spatial Resolution
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Author
—
Key Words
—
Image not available
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Notes
Vorrei sottolineare come il parco della Caffarella costituisce un esempio di valorizzazione di un’ampia fascia di verde all’interno della città e di come gli enti responsabili alla tutela, gestione, valorizzazione e fruizione del parco abbiano portato risultati eccellenti. Un contributo importante alla salvaguardia del parco è stato dato anche dai cittadini, che nel 1984 crearono l’associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella, che ha contribuito a trasformare il parco da area privata degradata a parco in buona parte di proprietà pubblica fruibile da cittadini, turisti e scolaresche. Una realtà, quella della partecipazione attiva dei cittadini, che coinvolge anche altre associazioni di volontari che operano nel territorio del Parco Regionale dell’Appia Antica. Proprio la casa del Parco è diventa un punto centrale di questa trasformazione, offrendo servizi di prima accoglienza e turistici come visite guidate naturalistiche e storico-archeologiche. Vengono offerte attività didattiche per scuole e famiglie negli spazi dedicati all'orticoltura e all'approfondimento storico e naturalistico.
Archaeological Evidences (0)
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