Nome del sito*
Cisterna romana
Altri toponimi
Antichi
Contemporanei
cisterna antica, cisterna in opus signinum (P. Tucci, 2022, p. 261), cisternone della villa di Massenzio, grande cisterna (di fronte a S. Urbano), (avanzo di) acquedotto (G. Tomassetti, 1979, p. 97), conserva d'acqua (Lugli, 1924, p. 99)
Descrizione
La cisterna romana si trova su Via Appia Pignatelli, che poco più avanti si dirama a sinistra della Via Appia (al III miglio, nel tratto compreso fra il II e il III miliario, cca. al km 2,5), La strada prende il nome da Innocenzo XII, appartenente a questa famiglia, il quale la fece collegarla alla Via Appia Nuova, nella quale confluisce tra il quarto e il quinto miglio (Ashby, p. 179).
La cisterna è situata tra la chiesa di Sant’Urbano e via dell’Almone. Misura circa 21 metri di lunghezza e quasi 7 metri di altezza: si tratta di una grande struttura a camera unica, rettangolare all’esterno ma con pianta ellittica all’interno, con absidi terminali. La volta è stata realizzata su una centina di tavole a due spioventi, con un angolo quasi retto (l'armatura in legno che si fa per montare archi o volte). Si ritiene che in origine fosse interrata fino quasi all’imposta della volta; per questo fu costruita in scaglie di selce, senza paramento, con uno spessore di circa 60 cm (Lugli, 1924, p. 101), così da resistere meglio alla pressione dell’acqua contenuta al suo interno (Parco archeologico dell’Appia Antica, URL: <https://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/luoghi/via-appia-antica/cisterna-romana/>. Ultimo acesso: 17.6.2026). Raccoglieva l'acqua piovana poi utilizzata per l'irrigazione delle colture agricole (Tucci, p. 261).
È realizzata in opus signinum, un tipo di muratura ottenuto con pietre frantumate allettate e costipate in calce magra. Questa tecnica conferma che la struttura era incassata nel terreno. Il calcestruzzo, molto resistente, è composto da scaglie di selce ed è privo di rivestimento esterno. All’interno è presente un pavimento impermeabile in cocciopesto (malta e frammenti di mattoni).
Le pareti presentano un doppio strato di intonaco, ma senza cordoni agli angoli: questo elemento mette in dubbio l’interpretazione come cisterna, mentre a favore di tale funzione vi sono la forma chiusa dell’ambiente e la presenza di un foro per condotto sul lato corto nord. Altri due fori simili si trovano nelle pareti lunghe, poco sopra l’imposta della volta, e costituivano probabilmente gli ingressi dell’acqua (Lugli, 1924, p. 102). La datazione è compresa tra il 44 a.C. e il 40 d.C. (URL: <https://www.romanoimpero.com/search?q=cisterna+grande&_gl=1*1xc3cyf*_ga*ODE0Njk5MzM2LjE3ODA2ODE5MzI.*_up*MQ..>. Ultimo acesso: 17.6.2026).
Nel tardo Medioevo il terreno esterno fu abbassato; nella parte inferiore dei muri sono visibili tracce di interventi successivi, come rinforzi in blocchi di tufo di spessore variabile (più consistente sul lato orientale). Probabilmente si tratta di opere di consolidamento dopo gli sbancamenti (Parco archeologico, cf. sopra URL).
La parte superiore dell’edificio non è strutturalmente collegata a quella inferiore: fu costruita su un piano di posa costituito dal riempimento della volta. I muri risultano separati e uniti da uno strato di calce, pur avendo caratteristiche costruttive analoghe, il che indica contemporaneità (Lugli, 1924, p. 102).
Sono presenti anche due aperture posteriori che raggiungono il pavimento interno, segno che in età tarda la struttura non fu più utilizzata come cisterna. Sul lato sud si trova inoltre una piccola finestra.
Lo sbancamento del terreno circostante avvenne probabilmente tra la tarda età imperiale e l’alto Medioevo, forse in epoca di Massenzio (306–312 d.C.), per realizzare la grande piattaforma del circo e del palazzo situati oltre l’Appia Pignatelli. Sul poggio a est, verso il fiume Almone, si trovano tre lecci secolari, ultimo residuo di un bosco identificato nel Settecento con quello sacro di Egeria, ninfa associata al re Numa Pompilio (Quilici, 1976, p. 42).
La cisterna si trova anche nella zona di Triopio, e e bastato il fatto che il pago Triopio fosse fondato da Erode per attribuirgli senz'altro tutti gli avanzi che si trovano nella valle della Caffarella fra l'Appia e la Latina, cosi come alla villa di Domiziano furono attribuiti tutti i monumneti fra Albano e Castel Gandolfo, mentre i piu grandiosi, come i castra, le terme, e l'anfiteatro (cf. Ausonia, vol. IX e X: Castra Albana), come ha potuto dimostrare Lugli, appartennero invece alla legione II Partica, fondata da Setttimio Severo (Lugli, 1924, p. 92).
Un’iscrizione bilingue ricorda che il territorio (campi, boschi, vigne e praterie) apparteneva ad Annia Regilla, moglie di Erode:
"Annia Regilla Herodis uxor, lumen domus, cuius haec praedia fuerunt."." (Inscr. graecae XIV (Italia) 1391; C. I. L. VI 1342).
Nel corso dei secoli, dopo l’abbandono, la struttura fu riutilizzata come magazzino o abitazione, e forse anche come torre difensiva, come suggeriscono le merlature superiori (cf. la fotografia di Parker in G. Tomassetti, 1979, p. 97). Oggi resta visibile solo il nucleo originario. Dal sentiero che collega la cisterna alla chiesa di Sant’Urbano si gode ancora un ampio panorama verso la villa di Massenzio e la tomba di Cecilia Metella.
Location Details
Regione
Lazio
Provincia
Roma
Comune
Roma
Località
Coordinates
Lat
41.855904
Lon
12.526243
Quota
50 m
Location Map
Modalità di posizionamento
remote sensing con sopralluogo
Base cartografica
Google Maps
Qualità del posizionamento
High precision data (‘high’ is here intended as related to the scale of a regional research), such as sites identified with the complete cadastral reference or located with GPS devices (differential or hand-held GPS). Dati di alta precisione ('alta' è qui inteso in riferimento alla scala di una ricerca regionale), come i siti identificati con il riferimento catastale completo o localizzati con dispositivi GPS (GPS differenziale o portatile)
Landscape Characteristics
Physiography
Fisiografia
valle
Topographic References
Riferimenti topografici
Si trova in valle della Caffarella, su Via Appia Pignatelli tra la Chiesa di San Urbano e Via dell'Almone. La area del fondovalle e attraversata dal Almone o Marrana della Caffarella. Nella vicinanza si trovano anche il Ninfeo di Egeria (costruito nel II. sec. d. C. faceva parte delle vaste proprieta dell'oratore Erode Attico ed era usato per banchetti e momenti d'ozio nei mesi estici), un Bosco Sacro, noto come Lucus, dove si sono conservati tre querce dall'originario boschetto, e il Colombario Constantiniano, datato all'epoce traianea (tomba del tipo 'a tempietto').
Site Interpretation
Classification
Classe Funzionale*
infrastrutture
Tipologia
infrastruttura idrica
Sottotipologia
cisterna
Chronology
Cronologia*
Età Romano imperiale - -27 - 476
Grado di certezza della cronologia proposta
Probabile
Rapporto sito-ambiente
Site-Environment Relationship
La cisterna romana si trova lungo via Appia Pignatelli, un asse viario collegato alla via Appia e alla via Appia Nuova, elemento che dimostra l’inserimento del sito in una rete di comunicazione e di sfruttamento del territorio.
Il sito si inserisce in un paesaggio collinare articolato tra via Appia e via Latina, caratterizzato da tre serie di colline parallele e due vallate principali. Una di queste, ampia e regolare, è attraversata dal fiume Almone (oggi marrana della Caffarella), mentre l’altra è più accidentata e meno favorevole all’insediamento. Secondo Lugli, la villa di Erode Attico occupava la prima vallata, più adatta allo sfruttamento agricolo, mentre la seconda era destinata soprattutto a sepolcri e strutture isolate.
Questa area costituiva una vasta proprietà (circa 2 km di lunghezza), organizzata in più fasi cronologiche: una fase anteriore a Erode Attico, cui appartiene la cisterna, una fase di sviluppo monumentale legata alla villa di Erode, e una fase successiva. Tutti questi elementi dimostrano che il sito non è isolato, ma parte di un sistema territoriale integrato.
La presenza, già nella fase più antica, di numerose strutture idrauliche — come cisterne, vasche per la raccolta dell’acqua piovana e cunicoli di drenaggio — indica che il territorio era destinato quasi esclusivamente all’uso agricolo. Si trattava infatti di un fundus, probabilmente appartenuto ad Annia Regilla, caratterizzato da campi, boschi, vigne e pascoli.
La cisterna, in gran parte interrata e costruita con muri molto spessi in opus signinum e rivestimento impermeabile in cocciopesto, è chiaramente progettata per contenere acqua. Essa raccoglieva soprattutto acqua piovana, utilizzata per l’irrigazione, dimostrando una funzione idraulica strettamente legata alla gestione delle risorse naturali. Il fatto che fosse incassata nel terreno evidenzia l’adattamento alle caratteristiche del suolo tufaceo, che facilitava lo scavo e garantiva stabilità alla struttura.
Nel corso del II secolo d.C., con Erode Attico, il territorio si arricchisce di edifici residenziali e monumentali (come il ninfeo di Egeria, il tempio di Cerere e Faustina e il sepolcro di Regilla), pur mantenendo la sua base agricola. Successivamente, in età di Massenzio (inizio IV secolo d.C.), il paesaggio viene profondamente modificato: lo sbancamento del terreno per la costruzione del circo e del palazzo mostra come la morfologia naturale venisse adattata a nuove esigenze monumentali. In particolare, la scelta del luogo fu probabilmente influenzata dalla forma naturale della valle, già simile a un ippodromo.
La posizione della cisterna è quindi determinata da fattori naturali e funzionali: la vicinanza al fiume Almone garantiva disponibilità d’acqua e fertilità del suolo; la presenza di una vallata ampia e regolare favoriva l’agricoltura; mentre la morfologia del terreno permetteva sia la raccolta sia la distribuzione delle acque.
Dopo l’età di Massenzio, il sito non fu completamente abbandonato, ma continuò a essere utilizzato in epoca medievale in forme più semplici e funzionali. La cisterna e le altre strutture furono riadattate per usi pratici, come deposito o abitazione rurale, mantenendo il legame con lo sfruttamento agricolo del territorio. Alcune modifiche strutturali, come aperture successive e rinforzi murari, indicano un riuso prolungato nel tempo. Non si può escludere una possibile funzione di controllo o difesa del territorio, suggerita da trasformazioni nella parte superiore.
In conclusione, il sito della cisterna romana rappresenta un esempio di stretta relazione tra ambiente naturale e intervento umano: le caratteristiche del paesaggio (morfologia, suolo, presenza d’acqua) hanno determinato la sua posizione e funzione originaria, mentre nel tempo le diverse fasi storiche ne hanno trasformato l’uso, mantenendo comunque una continuità nello sfruttamento del territorio.
Research History
Modalità di rinvenimento (prima scoperta)
rinvenimento fortuito
Project Information
Nome del progetto
/
Tipo di indagine
resti materiali visibili nell'area
Periodo
XIX sec. (?)

Linked Researches
Bibliografia (11)
TITOLO
La Via Appia da Roma a Bovillae
AUTORE
Lorenzo Quilici
ANNO
1976
DOI
/
TIPO
Monografia scientifica, pp. 39-42.
TITOLO
Da Roma a Bovillae
AUTORE
Lucrezia Spera (& Sergio Mineo)
ANNO
2004
DOI
ISBN: 978-88-240-3533-0
TIPO
Monografia scientifica della serie Antiche Strade. Lazio: Via Appia. I., pp. 106-108.
TITOLO
La valle della Caffarella nei secoli. Storia di un paesaggio archeologico della Campagna Romana
AUTORE
Rachele Dubbini
ANNO
2018
DOI
ISBN: 978-88-492-4238-6
TIPO
Monografia scientifica, pp. 57-65
TITOLO
The Romann Campagna in Classical Times
AUTORE
Thomas Ashby
ANNO
1927
DOI
ISBN: 978-10-259-6008-1
TIPO
Monografia scientifica, pp.174-201.
TITOLO
La Campagna Romana come suburbio di Roma antica
AUTORE
Lorenzo Quilici
ANNO
1974
DOI
ISSN-L: 0031-2355
TIPO
Articolo in Rivista: La Parola del Passato 29, pp. 410-438.
TITOLO
La Campagna Romana antica, medievale e moderna. Vol. II: Via Appia, Ardeatina ed Aurelia
AUTORE
Guiseppe Tomassetti
ANNO
1979
DOI
ISBN: 978-88-222-2879-6
TIPO
Monografia scientifica (a cura di L. Chiumenti, F. Bilancia), p. 97.
TITOLO
Il tratto urbano da Porta Capena a Casal Rotondo
AUTORE
Giuseppina Sartorio Pisani
ANNO
2003
DOI
ISBN: 978-88-7743-292-6
TIPO
Capitolo in monografia scientifica Via Appia Antica (ed. Ivana Della Portella), pp. 54-56.
TITOLO
Parco Regionale dell’Appia Antica. Interventi di restauro e valorizzazione di alcune cisterne nella valle della Caffarella
AUTORE
R. L. Asor, C. La Rocca, M. Marcelli, G. Marconi, C. Rossetti, A. Rossi
ANNO
2017
DOI
ISSN: 0392-7636
TIPO
Articolo scientifico in rivista Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma CXVII (2016), pp. 354-375.
TITOLO
Passeggiando ... con Piero Tucci: Quartiere Appio Latino (vol.1)
AUTORE
Piero Tucci
ANNO
2022
DOI
ISBN: 979-12-5474-106-1
TIPO
Libro itinerario, p. 261.
TITOLO
Studi topografici intorno alle antiche ville suburbane
AUTORE
Guiseppe Lugli
ANNO
1924
DOI
10.11588/diglit.14894
TIPO
Articolo scientifico in rivista Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma 52 (1924), pp. 92-134.
TITOLO
Cisterna romana
AUTORE
Parco Archeologico dell'Appia Antica
ANNO
2022
DOI
https://www.parcoarcheologicoappiaantica.it/luoghi/via-appia-antica/cisterna-romana/
TIPO
descrizione ufficiale online
Immagini (10)
File Name
La pianta della cisterna
Type
Scale
Acquisition Date
Description
p. 102
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Lugli
Key Words
p. 102
File Name
Cisterna in uso agricolo
Type
Scale
Acquisition Date
Description
(nella monografia di Tomassetti, p. 97)
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Parker
Key Words
(nella monografia di Tomassetti, p. 97)
File Name
Lato SE
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Križaj
Key Words
Image
File Name
Lato SO
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Key Words
Image
File Name
Lato NO
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Key Words
Image
File Name
Lato EST
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Key Words
Image
File Name
Lato OVEST
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Key Words
Image
File Name
La volta
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Križaj
Key Words
Image
File Name
Le pareti e pavimento intonacati
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Križaj
Key Words
Image
File Name
Rimuratura
Type
Scale
Acquisition Date
Description
Format
Projection
Spatial Resolution
Author
Križaj
Key Words
Image
Notes
No notes recorded.
Archaeological Evidences (0)

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